MUSEO CIVICO

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Il Museo Civico di Fiesole fu inaugurato nel 1878 e coincise con la messa in luce, in più parti della città, di monumenti e reperti dotati di straordinario interesse archeologico e storico-artistico.

Il Museo Civico di Fiesole fu inaugurato nel 1878 e coincise con la messa in luce, in più parti della città, di monumenti e reperti dotati di straordinario interesse archeologico e storico-artistico.

Inizialmente si componeva di tre locali situati al piano terreno del Palazzo Pretorio, attuale sede dell'Amministrazione Comunale.

Questa fu la prima versione di Museo Civico, voluta dai suoi primi due direttori, Pietro Stefanelli e Demostene Macciò, che assunse successivamente l'aspetto di un magazzino per il deposito dei reperti provenienti dagli scavi dell'area archeologica e dal Capitolo della Cattedrale.

Il Museo fu infatti criticato per la scarsa consistenza del patrimonio presentato ed il disordine caotico con cui i reperti venivano presentati al pubblico, perdendo gradualmente le proprie caratteristiche museali per divenire un "deposito" di reperti archeologici.

Soltanto nel 1912, venne commissionato un inventario generale dei reperti contenuti nel Museo e ne fu incarato un Ispettore della Sovraintendenza fiorentina, Edoardo Galli. Fu l'occasione per il Galli di procedere anche ad un nuovo ordinamento del Museo, oltre al trasferimento di molti elementi presso un adiacente edificio neoclassico costruito appositamente dall'architetto Cerpi.

Il nuovo allestimento, volendo privilegiare l'esposizione del materiale di provenienza fiesolana, si distribuiva in 4 sale con al centro reperti di pregio come il torso di animale in bronzo, noto come "lupa fiesolana".

La forzata interruzione dovuta al periodo dei conflitti mondiali, fu lo stimolo per una successiva riorganizzazione Museo, eseguita nel 1957 e volta ad incrementarne il patrimonio con nuovi reperti provenienti da successive campagne scavo nell'area archeologica. Fu solo tra il 1980-81 che l'Amministrazione fiesolana eseguì un ulteriore allestimento, che prevedeva la creazione di tre sale rialzate su ballatoi, così da permettere una diversa organizzazione della sezione topografica del Museo.

Nel 1985 entrò a far parte del museo la collezione di ceramiche greche, magno-greche ed etrusche, donate dal professore Alfiero Costantini.

Per ospitare questa collezione fu restaurato l'asilo comunale che venne collegato alla sala 3 del Museo nel 1997.

Al pianto terreno (sale 1-8) si trova oggi il materiale etrusco-romano e longobardo di provenienza fiesolana, al piano superiore, nelle sale (I-V), è conservato il materiale appartenente alla collezione Costantini.

Molto del materiale rinvenuto nell'area archeologica, ad oggi, si trova nel deposito ed il Museo è frequentemente sede di Laboratori ad opera della sezione Didattica del Museo.

Per informazioni e visite contattare la Reception.

Testi realizzati a cura di Giulia Bondesan
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