VILLA MEDICI

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La tradizione delle Ville Medicee ubicate nei dintorni di Firenze, inizia nella metà del quattrocento quando, secondo gli scritti del Vasari, L'architetto Michelozzo, coadiuvato dal Rossellino e da Antonio Manetti, costruisce e riadatta per Cosimo il Vecchio, le Ville di Cafaggiolo, Careggi, del Trebbio e di Fiesole. Quest'ultima fu costruita tra il 1458 ed il 1461 ed è la più illustre e meglio conservata tra le Ville ed è chiamata anche "Belcanto" o "Palagio di Fiesole".

La Villa Medici di Fiesole era destinata al figlio secondogenito di Cosimo, Giovanni, deceduto poco dopo il suo completamento, passò a Lorenzo il Magnifico che ne fece un centro culturale letterario, frequentato dai filosofi umanisti Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e da Angelo Poliziano poeta, umanista e drammaturgo italiano che sappiamo da alcuni suoi scritti del 1478 aver lodato la bellezza e lo splendore del giardino di questa villa.

L'armonia delle proporzioni tra esterno ed interno della Villa (che si rifà ai concetti della geometria e della musica) e l'attenzione posta su "tutti quei vantaggi e le piacevolezze per quanto riguarda la ventilazione, l'esposizione al sole ed il panorama", consente un'adesione ai dettami dell'opera edificatoria propria dell'architetto Leon Battista Alberti. Tali accortezze infatti hanno scaturito l'ipotesi che l'edificio fiesolano sia nato su progetto dell' Alberti anziché di Michelozzo e che identifichi il prototipo "Musa" di villa rinascimentale a cui si sono ispirate numerose altre residenze del quattrocento, non solo fiorentine.

La Villa rappresenta un tentativo perfettamente riuscito di integrazione di edifico e spazio circostante, dal momento che le sistemazioni esterne a gradoni assumono il ruolo di protagoniste di tutta l'architettura. Una bellezza affidata soprattutto alla preziosità dell'impianto vegetale ed ai volumi aperti sottolineati dai grandi muri. Il giardino è impostato su tre livelli degradanti; il primo, sulla facciata della villa è stato trattato a ghiaia e limoni in vaso, il secondo, sul fronte posteriore della Villa è raggiungibile da una scala interna all'edificio ed il terzo allineato longitudinalmente al primo, anche se più basso, è stato sistemato secondo i classici criteri dei giardini all'italiana realizzato in tempi più recenti.

Noto l'affresco di Domenico del Ghirlandaio del 1480, nel quale egli raffigura proprio la Villa Medicea di Fiesole e la splendida posizione in cui si colloca; l'affresco è oggi conservato presso la cappella Tornabuoni a Santa Maria Novella.

La Villa non è visitabile essendo dimora privata, ma ne si può comunque ammirare su appuntamento il magnifico giardino all'italiana.

Per informazioni e visite contattare la Reception.

La tradizione delle Ville Medicee ubicate nei dintorni di Firenze, inizia nella metà del quattrocento quando, secondo gli scritti del Vasari, L'architetto Michelozzo, coadiuvato dal Rossellino e da Antonio Manetti, costruisce e riadatta per Cosimo il Vecchio, le Ville di Cafaggiolo, Careggi, del Trebbio e di Fiesole. Quest'ultima fu costruita tra il 1458 ed il 1461 ed è la più illustre e meglio conservata tra le Ville ed è chiamata anche "Belcanto" o "Palagio di Fiesole".

La Villa Medici di Fiesole era destinata al figlio secondogenito di Cosimo, Giovanni, deceduto poco dopo il suo completamento, passò a Lorenzo il Magnifico che ne fece un centro culturale letterario, frequentato dai filosofi umanisti Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e da Angelo Poliziano poeta, umanista e drammaturgo italiano che sappiamo da alcuni suoi scritti del 1478 aver lodato la bellezza e lo splendore del giardino di questa villa.

L'armonia delle proporzioni tra esterno ed interno della Villa (che si rifà ai concetti della geometria e della musica) e l'attenzione posta su "tutti quei vantaggi e le piacevolezze per quanto riguarda la ventilazione, l'esposizione al sole ed il panorama", consente un'adesione ai dettami dell'opera edificatoria propria dell'architetto Leon Battista Alberti. Tali accortezze infatti hanno scaturito l'ipotesi che l'edificio fiesolano sia nato su progetto dell' Alberti anziché di Michelozzo e che identifichi il prototipo "Musa" di villa rinascimentale a cui si sono ispirate numerose altre residenze del quattrocento, non solo fiorentine.

La Villa rappresenta un tentativo perfettamente riuscito di integrazione di edifico e spazio circostante, dal momento che le sistemazioni esterne a gradoni assumono il ruolo di protagoniste di tutta l'architettura. Una bellezza affidata soprattutto alla preziosità dell'impianto vegetale ed ai volumi aperti sottolineati dai grandi muri. Il giardino è impostato su tre livelli degradanti; il primo, sulla facciata della villa è stato trattato a ghiaia e limoni in vaso, il secondo, sul fronte posteriore della Villa è raggiungibile da una scala interna all'edificio ed il terzo allineato longitudinalmente al primo, anche se più basso, è stato sistemato secondo i classici criteri dei giardini all'italiana realizzato in tempi più recenti.

Noto l'affresco di Domenico del Ghirlandaio del 1480, nel quale egli raffigura proprio la Villa Medicea di Fiesole e la splendida posizione in cui si colloca; l'affresco è oggi conservato presso la cappella Tornabuoni a Santa Maria Novella.

La Villa non è visitabile essendo dimora privata, ma ne si può comunque ammirare su appuntamento il magnifico giardino all'italiana.

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Testi realizzati a cura di Giulia Bondesan
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