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MONTE CECERI E LE CAVE

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Se da Fiesole si può godere di uno dei panorami più belli di Firenze, dal Monte Ceceri, oltre alla veduta indimenticabile della città, ci si può affacciare sulla vallata prospicente, dove ancora sono ubicate le Cave di Maiano. Per comprendere il motivo della denominazione di questo Poggio come "Monte Ceceri" dobbiamo tornare ai prosatori del Duecento e del Trecento fiorentino che definivano il Cigno come "Cécero" o "Cécino": uccello così chiamato per il proprio "rostro" (rostrum cioè becco), dotato di una sorta di prospicenza nera grande quanto una ciliegia che assunse, per i cacciatori dell'epoca, la parvenza di una "pallottola" chiamata "Cece". Il Monte dei Cigni è rinomato, sin dall'epoca etrusca e romana, come Cava di pietra serena (roccia arenaria dal colore grigio-azzurro), utilizzata per la costruzione di strutture architettoniche ancora visibili, come il Teatro romano, le tombe etrusche e la Badia Fiesolana. Proprio con la pietra estratta da queste cave, alcuni dei più grandi maestri fiorentini, realizzarono importanti e note costruzioni architettoniche, parliamo del Benvenuto Cellini, di Michelangelo, di Giorgio Vasari e persino del Brunelleschi. Con certezza sappiamo che Bartolomeo Ammannati ha realizzato lo scalone interno della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, su volontà di Cosimo II, proprio servendosi di questa particolare pietra.

 

L'intera area possiede un'estensione complessiva di 44 ettari e raggiunge la sommità ad un'altezza di 415 metri, dalla metà del 2001 è diventata Parco-storico-naturalistico e museo "open-air" della pietra serena, ottenendo il riconoscimento giuridico, da parte della Regione Toscana, di Area Naturale Protetta di Interesse. Il Parco è composto da ben 19 cave sparse nei dintorni (Cava Braschi, Canara, Righi e Sarti tra le più importanti), con esempi anche di "Latomia" (chiamata anche cava "ficcata" o "fitta") e "Tagliata", purtroppo oggi non più visitabili. Il Parco di Monte Ceceri rappresenta ancora oggi il luogo/scuola o "bottega" ufficiale per la formazione delle maestranze locali e rappresenta una grande attrattiva del territorio fiesolano da un punto di vista naturalistico panoramico e paesaggistico, offrendo ai suoi visitatori aree attrezzate per la sosta. La zona è inoltre organizzata in base ad itinerari pedonali che si addentrano nella bellissima campagna circostante, alcune delle quali chiamate: Il volo di Leonardo, Una terrazza su Firenze, Le cave degli Scalpellini e Respirare il bosco. Sono inoltre presenti itinerari escursionistici con segnaletica dei sentieri del CAI (Club Alpino Italiano).

 

Curiosità: Nel 1506, proprio a Monte Ceceri avvenne un esperimento rivoluzionario: il collaudo della Macchina da Volo progettata da Leonardo da Vinci. Secondo questa leggenda il "pilota" Tommaso Masini da Peretola, detto Zoroastro, planò sul cielo di Firenze per oltre 1000 mt "proprio come un uccello", atterrando bruscamente in località Camerata, situata tra Fiesole e Firenze. La profezia del volo fu riportata dallo stesso Leonardo nella terza di copertina del "Codice sul volo degli uccelli", scritto intorno al 1505 e oggi conservato nella Biblioteca Reale di Torino. Sempre Leonardo, nel disegnare i colli presenti a nord di Firenze, nel foglio 20v del Codice di Madrid II, riportò il nome di Fiesole, Monte Morello e Montececeri.

 

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Testi realizzati a cura di Giulia Bondesan
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